PRESENTAZIONE STAGIONE

Due violiniste d’eccezione, Anna Tifu e Janine Jansen e due programmi alla loro altezza siglano la 108° Stagione dei Concerti degli Amici della Musica di Verona. L’11 ottobre 2017 Anna Tifu e il pianista Julien Quentin inaugurano la stagione proponendo di Johannes Brahms la Sonata n. 3 in Re minore op. 108, di Maurice Ravel la Sonata n. 2 in Sol maggiore, di Sergej Prokofiev la Sonata n. 2 in Re maggiore op. 94 bis e, infine, di Maurice Ravel, Tzigane-rapsodia da concerto. L’8 aprile 2018 Janine Jansen e la pianista statunitense Kathryn Stott concludono la stagione accompagnandoci, da par loro, fra gli arabeschi sonori e le incantate atmosfere della Sonata n. 3 in sol min. L148 di Claude Debussy e della Sonata n. 2 in Sol magg. Op. 13 di Edvard Grieg, al cospetto della monumentale Sonata in La maggiore di César Franck, che compone la seconda parte della serata. 

Il secondo appuntamento della stagione autunnale ha per protagonista il giovane pianista emergente Alexander Gadjiev, con un programma di grande impegno e impatto che prevede l’esecuzione di lavori di Robert Schumann, Franz Liszt, Franz Joseph Haydn e Sergej Prokofiev. Ancora un duo violino e pianoforte, Laura Bortolotto e Matteo Andri, a concludere il monumentale progetto triennale di esecuzione integrale delle sonate per violino e pianoforte di Beethoven. Il concerto prevede altresì una prima esecuzione di un lavoro commissionato per l’occasione al giovane compositore Simone Corti. Il Sestetto Stradivari dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ci propone un programma di rara bellezza e cura: il Sestetto op 18 in Sib minore di Brahms e Souvenir de Florence op 70 in Re minore di Tchaikovsky nonché un lavoro del 1984 di Fabio Massimo Capogrosso “La Maschera della Morte Rossa” ispirato all'omonimo racconto di Edgar Allan Poe. A seguire il pianista Edoardo Strabbioli e il musicologo Enzo Restagno concludono il progetto triennale di esecuzione ma anche di accurata disamina dei Notturni di Chopin. A seguire un appuntamento che sfida i confini dei linguaggi e della forma stessa del concerto. Elio, nella duplice veste di intrattenitore e di baritono, assieme al soprano Elin Rombo e all’Ensemble Berlin, ci conduce in una inedita rivisitazione de Il Flauto Magico, il capolavoro  mozartiano che non risente affatto dei secoli e riesce a incantare ancora oggi con la sua incomparabile freschezza. Imperdibile il concerto che il 18 dicembre ci accompagna verso le festività natalizie, i King’s Singers, il gruppo vocale forse più celebre del momento.

A gennaio 2018 Beatrice Rana, la pianista italiana che in questo momento vive la sua stagione più felice, ci farà ascoltare Blumenstück in Re bemolle magg. e Etudes symphoniques op. 13 su un tema di Ignaz Ferdinand von Fricken di Robert Schumann, Miroirs di Maurice Ravel e, infine, di Igor Stravinsky/Guido Agosti, Uccello di Fuoco. Classicissimo e in parte poco visitato il programma che segue e che ci viene proposto dal Settimino dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI: Settimino in Mib maggiore  op. 20 di L.V. Beethoven e Settimino in Mib maggiore op. 62 di Konradin Kreutzer. Ancora un gruppo di giovani emergenti, il quartetto d’archi Noûs che ci propone, accanto al noto capolavoro per questo organico di Mendelsohnn, il monumentale quartetto di Anton Webern e il poco visitato quartetto di Ottorino Respighi. L’Accademia Strumentale Italiana diretta da Alberto Rasi, in occasione del Carnevale, porta a Verona un suo inedito, colto e molto accattivante lavoro sulla commedia dell’arte per voce recitante, soprano e ensemble strumentale. A marzo un duo insolito: l’oboista Diego Dini Ciacci, accompagnato dalla pianista Sim So Young, ci guida, con il suono limpido, l’impeccabile fraseggio e la tecnica raffinata che gli sono propri, alla scoperta di una letteratura raramente eseguita ma ricca di pregevoli pagine. Ancora una proposta all’insegna della ricerca; il pianista iraniano Ramin Bahrami assieme a Danilo Rea in un lavoro dal titolo ampiamente allusivo: da Bach al Jazz. A seguire un gruppo dei più canonici, il trio Busch, pianoforte, violino e violoncello, e musiche di Beethoven, una certezza di perfezione formale.

Prosegue anche quest’anno la fruttuosa collaborazione con il Conservatorio di Verona con il quale è stata siglata una nuova articolata convenzione. Con i migliori musicisti formati e in formazione nel Conservatorio cittadino si da’ vita, nella pregevole cornice della Sala Guarienti presso il Museo degli Affreschi Cavalcaselle di Verona, a una rassegna di concerti in collaborazione con i Musei Civici di Verona. In autunno, nell’Auditorium Nuovo Montemezzi, sulla scorta della felice esperienza realizzata nel 2016 su Bach, proseguono gli appuntamenti della domenica mattina alle 11.00. Con questo inedito format, a metà strada fra il concerto e la guida all’ascolto, si intende dare vita ad un progetto poliennale dedicato alla forma Sonata che quest’anno ne indagherà gli sviluppi da Scarlatti al primo Beethoven.

In autunno inizia una innovativa sperimentazione di decentramento sul territorio di alcune nostre attività concertistiche, là dove esistono realtà teatrali e contesti urbanizzati significativi e qualificati. Contattare quelle comunità, stabilire con loro specifiche convenzioni programmatiche, ci sembra una strategia utile a diffondere in maniera capillare la cultura della musica e nel contempo a migliorare la qualità della vita di quegli ambiti territoriali.  Quest’anno la collaborazione si incentrerà su Isola della Scala. Abbiamo sviluppato una intesa con il Teatro Capitan Bovo, un pregevole contenitore di 350 posti finemente ristrutturato, nel quale realizzeremo una lezione-concerto destinata al mondo della scuola ed un evento serale aperto al pubblico. Nello stesso territorio è presente una sala di più ridotte dimensioni ma di grande pregio acustico nella quale faremo esibire, nel mese di febbraio 2018, i giovani vincitori del premio “Francesco Geminiani”.

Particolare cura si intende porre nella realizzazione di eventi destinati al mondo della scuola con altri appuntamenti realizzati nelle singole scuole. Tale impegno è tanto urgente quanto è necessario che divenga sistematico per contribuire a porre rimedio al gravissimo vulnus che presenta il nostro sistema scolastico nella sua fase primaria. In tale fase, infatti, non è previsto il maestro di musica e ciò determina, di fatto, una forma di analfabetismo musicale decisamente diffuso, un dato che contribuisce a rendere ancora più difficile l’accostarsi del pubblico ai concerti di musica colta. 

Infine mi preme sottolineare il rinnovato impegno nell’ambito della musica nella relazione d’aiuto mediante una inedita collaborazione con il Dipartimento di Musicoterapia del Conservatorio, una collaborazione che integra, amplia e qualifica la nostra storica attività presso l’Istituto Assistenza Anziani di Verona. L’attenzione verso i più deboli, i diversamente abili e verso gli anziani nasce dalla convinzione che non è mai troppo presto e non deve essere mai troppo tardi per fruire dei doni ineffabili e inaspettati della musica.

Il progetto della stagione nasce con un rispetto reverenziale nei confronti della storia di questa prestigiosa società e, nel contempo, con una accorata attenzione alle criticità proprie della musica colta di oggi. Criticità che riguardano i linguaggi ma anche la struttura stessa dei concerti; fra tutte mi preme richiamare l’attenzione sul difficoltoso ricambio generazionale del pubblico e, last but not least, sulle difficoltà che incontrano i giovani musicisti nell’accedere al mondo del lavoro, un mondo vieppiù caratterizzato dalla precarietà. Sono criticità che interrogano chiunque si senta davvero “amico della musica”.  Tracce di questa attenzione verso il nuovo e verso l’altro, insomma verso la sperimentazione e la ricerca, si trovano prudentemente diluite nella programmazione; una programmazione nata all’insegna della continuità, della qualità, della condivisione e della collegialità. Ringrazio vivamente il Presidente Oreste Ghidini, tutti i componenti il Direttivo ed in particolare il gruppo di lavoro che mi supporta per il loro sapiente e generoso contributo. 

Il Direttore Artistico Romildo Grion